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La
“rimessa del sale” costituiva il momento
conclusivo del processo produttivo, che si svolgeva nelle antiche
saline “a raccolta multipla” e consisteva nel trasporto
e nel deposito del prezioso “oro bianco” nei Magazzini
del sale. La produzione avveniva nei bacini dove l’acqua del
mare, opportunamente incanalata dall’uomo, utilizzando tecniche
e saperi di una tradizione millenaria, aumentava progressivamente
il grado di salinità sotto l’azione congiunta del sole
e del vento fino a trasformarsi in sale. Il prodotto veniva provvisoriamente
accumulato nelle aie, denominate “tombe”. |
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Al termine dell’estate
il sale veniva trasportato negli storici Magazzini Torre e Darsena, costruiti
rispettivamente nel 1691 e nel 1712, che avevano una capienza di 130.000
e 100.000 quintali di sale.
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Il
trasporto del sale avveniva utilizzando le burchielle, le
tipiche imbarcazioni a fondo piatto, che potevano contenere dagli
80 ai 100 quintali di sale.La
“rimessa del sale” era articolata in 4 fasi:
1) il trasferimento delle burchielle nelle zone dei fondi saliferi;
2) il carico delle burchielle e il trasporto del sale fino ai Magazzini;
3) lo scarico del sale con relativa misurazione; 4) il deposito del
sale nei magazzini.Le burchielle dovevano coprire,
nella rete di canali delle saline, distanze che andavano dai 2 ai
5 chilometri, a seconda della collocazione dei fondi saliferi. |
Le operazioni
di traino delle burchielle avvenivano per coppie di salinari .
Di norma per il traino uno dei salinari utilizzava una lunga fune (la resta)
che terminava con un largo anello impiombato, da infilare a tracolla.
| L’altro
salinaro utilizzava un lungo remo, o con funzione di timone, o con
funzione propulsiva della barca spingendolo con forza nel fondo melmoso
dei canali. Particolarmente
difficoltoso era il passaggio sotto le arcate dei ponti.Complesse
erano anche le fasi dello stivaggio del sale nei magazzini. Fino ai
primi anni del Novecento si svolgevano utilizzando un’apposita
squadra di facchini del sale (i bastasi). L’introduzione di
nastri trasportatori nel 1912 consentirà poi di rendere più
razionali le operazioni di deposito del sale. Tutte queste operazioni,
fino al deposito finale nei magazzini, venivano seguite con una grande
partecipazione dalle famiglie dei salinari e dalla popolazione. |
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Dall’esito
della “rimessa del sale” dipendeva lo stato di benessere e di
tranquillità delle famiglie. Una produzione abbondante era il premio
di tante fatiche, prima del riposo invernale.
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Per
la realtà economica cervese basata sulla produzione del sale,
la “rimessa” corrispondeva alla trebbiatura del mondo
agricolo.
La rievocazione della storica “rimessa del sale”
a cura del Gruppo Culturale Civiltà Salinara, in calendario
nel 1° o nel 2° fine settimana di settembre di ogni anno,
ha assunto anche un rilievo turistico, oltre che culturale.
Per il 2005 l’appuntamento è per sabato 10
settembre, al pomeriggio, all’interno del programma della
manifestazione “Sapore di sale”. |
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