La passione per le corse motociclistiche ha in Romagna radici profonde. Una passione che muove migliaia di appassionati e che è caratterizzata da grandi ascolti in occasione delle dirette televisive relative ai maggiori eventi motoristici. Vi fu un periodo nel quale la disputa delle gare di motociclismo ebbe in Romagna grande rilievo e prestigio. Un pregevole libro, riccamente illustrato, pubblicato di recente a cura dell’Associazione Otello Buscherini di Forlì, intitolato La Mototemporada Romagnola 1959-1971, ricostruisce la storia dei circuiti di Cesenatico, Milano Marittima, Rimini e Riccione. La fine di questa straordinaria esperienza è stata decretata, in particolar modo per ragioni di sicurezza, dal superamento dei circuiti cittadini, e dalla disputa degli eventi in circuiti particolarmente attrezzati.
Una parte di rilievo di questa storia riguarda il Circuito motociclistico di Cervia-Milano Marittima, che abbraccia il periodo 1964-1970. . Questa esperienza fù resa possibile da vari fattori. In primo luogo la nascita e la crescita di un associazionismo sportivo di supporto alla manifestazione e poi da una sensibilità dell’associazionismo economico e degli enti pubblici, che coglievano nell’evento le potenzialità turistiche e promozionali particolarmente importanti per Cervia. La città viveva allora gli anni della “grande trasformazione”, che la porteranno a rivestire un ruolo di primo piano nel panorama turistico italiano.


A Milano Marittima, in una fredda serata novembrina del 1961, nella macelleria di Oliviero Neri, nacque l’Auto Moto Club di Cervia Milano Marittima. Oltre al titolare del negozio, svolsero un ruolo trainante Quinto Lugaresi e Pietro Dal Pozzo. Altri validi elementi si unirono al gruppo dei soci fondatori: Bruno Masini, Adler e Giovanni Cereda, Riccardo Giunti, Paolo Lugaresi, Secondo Fabbri, Gino Strada, Pietro Arfelli, William Boni, Luciano Ridolfi e tanti altri.L’obiettivo era quello di far disputare a Cervia-Milano Marittima un grande evento motoristico, per dare anche un contributo alla valorizzazione della città. Questo progetto attirò l’attenzione di Luigi Lama, un personaggio carismatico, che ricoprirà poi negli anni successivi, l’incarico di Direttore di Gara del circuito cervese.

La fase preparatoria del grande evento si protrasse per qualche anno e, nel 1963, quando sembrò che la manifestazione fosse maturo, le autorità competenti negarono il loro nulla osta per la disputa della gara. Ma la caparbietà organizzativa venne premiata l’anno successivo. Il 12 aprile del 1964, in una splendida giornata di sole, si disputò il primo circuito motociclistico di Cervia Milano Marittima. Ricordo ancora l’emozione, per me, allora ragazzo, per assistere alla disputa delle gare delle classi 125, 250, 500. Emozione e stupore per l’abilità dei piloti, per le caratteristiche delle moto, per il coraggio dei protagonisti del grande evento sportivo. Per quelle prime gare protagonisti fratelli Villa (nella classe 125), Giacomo Agostini (vincitore della classe 250) ad Enrico Mendogni alla guida di una MV Agusta nella classe 500. Il “circuito” era dedicato a “Lorenzi Seragnoli”, un giovane prematuramente scomparso per una grave malattia, i cui genitori frequentavano Milano Marittima ed erano titolari di una nota azienda bolognese e che in memoria del figlio supportarono anche dal punto di vista economico la manifestazione. Il circuito aveva una lunghezza di circa km.3,400 e si disputava nel viali alberati di Milano Marittima, con la protezione di balle di paglia nei punti più pericolosi, dalla I Traversa fino alla sedicesima, coinvolgendo il Viale Matteotti, parte del Viale II Giugno e l’Anello del Pino. Il circuito si ripetè per altri 6 anni. Erano quelli anche gli anni in cui si sviluppava la motorizzazione di massa e in cui sui mercati internazionali si affacciavano grandi aziende giapponesi.

Nel circuito cervese entrarono in scena prestigiose marche aziendali: MV Agusta, Morini, Bianchi, Benelli, Ducati, Aermacchi, Gilera, ma anche le emergenti giapponesi Honda, Yamaha e Suzuki.
Si aggiunsero altre classi nella disputa delle gare che valevano come prove del campionato Italiano, ma avevano anche una dimensione internazionale: Sidecars 50 e 350.
Tra i piloti plurivincitori del circuito di Milano Marittima vi furono: Giacomo Agostini ( 6 volte in classi diverse); Mike Hailwood (2 volte nella 500), Tarquinio Provini e Renzo Pasolini (2 volte ciascuno nella 250) e Ralph Bryans (2 volte nella 125). L’edizione del 1966 del circuito fu funestata da un incidente mortale, che avvenne al termine della gara delle 125, quando un meccanico della scuderia Macar di Reggio Emilia attraversò la pista per festeggiare la buona prova di un giovane pilota del suo team, ma venne investito in pieno da un altro pilota, che doveva ancora concludere la gara. Per il Gran Premio cervese vi fu in alcune edizioni l’intervento della diretta televisiva. Era la riprova della valenza turistica e promozionale della manifestazione. L’ultimo circuito disputato a Cervia-Milano Marittima fu quello del 1970.Si anticipava di un anno la fine della Mototempoarada Romagnola (Riccione 1971). Venivano definitivamente superate per ragioni di sicurezza le dispute di prove nei “circuiti cittadini”.

L’evento cervese è stato importante oltre che dal punto di vista sportivo, anche sotto il profilo turistico e sociale ed ha lasciato traccia profonda nella memoria di chi lo ha vissuto da protagonista o da semplice spettatore.
Alla rievocazione del circuito di Cervia- Milano Marittima, l’Associazione Culturale Amici dell’Arte Aldo Ascione dedicherà una serata del proprio programma culturale 2006-2007 in calendario nel Teatrino della Casa delle Aie.


la rimessa del sale - la Festa di San Lorenzo - Giovannino Guareschi - Sposalizio del mare - Ass. Calcio Cervia -
si ringrazia per la collaborazione la ASCOM CERVIA