![]() |
|||||
La
passione per le corse motociclistiche ha in Romagna radici profonde.
Una passione che muove migliaia di appassionati e che è caratterizzata
da grandi ascolti in occasione delle dirette televisive relative ai maggiori
eventi motoristici. Vi fu un periodo nel quale la disputa delle gare di
motociclismo ebbe in Romagna grande rilievo e prestigio. Un pregevole
libro, riccamente illustrato, pubblicato di recente a cura dell’Associazione
Otello Buscherini di Forlì, intitolato La Mototemporada Romagnola
1959-1971, ricostruisce la storia dei circuiti di Cesenatico, Milano Marittima,
Rimini e Riccione. La fine di questa straordinaria esperienza è
stata decretata, in particolar modo per ragioni di sicurezza, dal superamento
dei circuiti cittadini, e dalla disputa degli eventi in circuiti particolarmente
attrezzati.
La fase preparatoria del grande evento si protrasse per qualche anno e, nel 1963, quando sembrò che la manifestazione fosse maturo, le autorità competenti negarono il loro nulla osta per la disputa della gara. Ma la caparbietà organizzativa venne premiata l’anno successivo. Il 12 aprile del 1964, in una splendida giornata di sole, si disputò il primo circuito motociclistico di Cervia Milano Marittima. Ricordo ancora l’emozione, per me, allora ragazzo, per assistere alla disputa delle gare delle classi 125, 250, 500. Emozione e stupore per l’abilità dei piloti, per le caratteristiche delle moto, per il coraggio dei protagonisti del grande evento sportivo. Per quelle prime gare protagonisti fratelli Villa (nella classe 125), Giacomo Agostini (vincitore della classe 250) ad Enrico Mendogni alla guida di una MV Agusta nella classe 500. Il “circuito” era dedicato a “Lorenzi Seragnoli”, un giovane prematuramente scomparso per una grave malattia, i cui genitori frequentavano Milano Marittima ed erano titolari di una nota azienda bolognese e che in memoria del figlio supportarono anche dal punto di vista economico la manifestazione. Il circuito aveva una lunghezza di circa km.3,400 e si disputava nel viali alberati di Milano Marittima, con la protezione di balle di paglia nei punti più pericolosi, dalla I Traversa fino alla sedicesima, coinvolgendo il Viale Matteotti, parte del Viale II Giugno e l’Anello del Pino. Il circuito si ripetè per altri 6 anni. Erano quelli anche gli anni in cui si sviluppava la motorizzazione di massa e in cui sui mercati internazionali si affacciavano grandi aziende giapponesi.
L’evento cervese
è stato importante oltre che dal punto di vista sportivo, anche
sotto il profilo turistico e sociale ed ha lasciato traccia profonda nella
memoria di chi lo ha vissuto da protagonista o da semplice spettatore. |
|||||
|
|
si ringrazia
per la collaborazione la ASCOM CERVIA |