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Cervia
festeggia il 10 agosto S. Lorenzo. La festa
ha origini religiose ( è dedicata al santo martire a Roma nel 258
), ma ha assunto col tempo una dimensione civile e una valenza turistica.
Notava Umberto Foschi: “Quando la spiaggia non era ancora frequentata
dai villeggianti, gli unici a fare il bagno nel giorno di San Lorenzo
erano i contadini che solevano accorrere quel giorno a Cervia per il rituale
bagno, che spesso facevano assieme alle loro bestie. Dice un proverbio
romagnolo, molto cervese: “St’vu gudè la sanità,
e’ bagn e’ dè d san Lurenz t’è da fè
(Se vuoi godere la sanità devi fare il bagno il giorno di San Lorenzo).
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tradizionale bagno di San Lorenzo, si legavano valori simbolici
e di purificazione. Il bagno fatto in quel giorno valeva per sette,
serviva a preservare da un malanno ed era beneaugurante. Il giorno
di San Lorenzo costituiva un momento di pausa nel duro lavoro dei
contadini e dei braccianti, dei salinari, dei pescatori. Gli ingredienti
tradizionali di quella festa erano costituiti oltre che dal bagno,
dalla mangiata assieme a parenti ed amici con carne alla griglia,
con i salumi, con il pane fatto in casa e la piadina, con il cocomero
e una buona bottiglia di Sangiovese.. |
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Aldo Spallicci
in un sua poesia dedicata a Cervia (Zirvia) nella quale descrive il viaggio
da Santa Maria Nuova alla città costiera descrive il passaggio
tra le saline con versi indimenticabili :…Par la stre senza seva
E’ ris, e’ sel e e’ gran rispir de’ mer.. ( per
la strada senza siepe, il riso, il sale e il gran respiro del mare). Ma
è anche il viaggio in cui si affollano,carri, birocci, calessi,
vari mezzi trainati da animali che attraversano strade polverose. Aldo
Spallacci tratteggia anche il Centro storico di Cervia animato per San
Lorenzo. “ Dal banchet ad fis-cin pina la piazza Tra zenta ad tott
al ter ….. La tombola a palazz da cavè incù E in te
balcon un nomar. Dri la pscarì de’ fun ‘d brasul, e
pu una gran meda ‘d comar. “ una piazza piena di banchetti
di fischietti, tra gente di tutte le terre. La tombola nel Palazzo Comunale
da estrarre oggi e dietro la Pescheria fumo di braciole e un gran mucchio
di cocomeri ).
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Gino
Pilandri ha messo in rilievo gli ingredienti tradizionali
della festa, come si erano consolidati nel corso dell’Ottocento:
le doti per le figlie nubili dei salinari, la tombola in piazza, i
“ globi “ di carta seta fatti volare in alto, i fuochi
artificiali, il ballo e la musica della banda cittadina. Anche le
“ doti “ per le figlie dei “capi cultori “
salinari venivano estratte nella Piazza Maggiore ( dal 1888 denominata
Piazza Garibaldi) e costituivano un buon viatico per i futuri matrimoni. |
A volte come scriveva
Ferdinando Forlivesi in un libro dedicato a Cervia scritto
nel 1889, il programma si ampliava con la corsa dei “cavalli sciolti”
e “ A sera inoltrata, nella spiaggia vicina allo “Stabilimento”
venivano accesi fuochi artificiali che ad ogni forma, colore e botto venivano
seguiti da un coro di “ Ahh..” e da applausi…”
E non a caso lo spettacolo pirotecnico veniva e viene realizzato nella
notte delle “stelle cadenti”.
Parte di queste tradizioni vengono riprese nel rinnovato programma della
festa, che verrà riproposta il prossimo 10 agosto e che vedrà
una grande partecipazione di turisti e di cervesi..
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