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Il
22 luglio 1968 moriva a Cervia,
nella sua villa di Via Bellucci, Giovannino Guareschi. Era nato il
1° maggio 1908 a Fontanelle di Roccabianca, in provincia di Parma.
Guareschi fu scrittore, umorista, giornalista; fu personaggio straordinario,
amato e discusso, al centro di aspre polemiche, in un’Italia
che viveva il dramma del secondo conflitto mondiale e le divisioni
del dopoguerra. I suoi libri hanno avuto una diffusione di oltre 20.000.000
di copie e sono stati tradotti in decine di paesi stranieri.I
suoi racconti sono ambientati in piccoli centri della “Bassa”
emiliana. I personaggi dei suoi romanzi, Don Camillo e Peppone, sono
universalmente noti e sono stati immortalati anche in molti films,
in particolare dal regista Duvivier, con la straordinaria interpretazione
di Cervi e Fernandel.
Guareschi, personaggio controcorrente, era stato
al centro di un caso giudiziario e condannato per diffamazione nel
1954 nei confronti di De Gasperi, per avergli erroneamente attribuito,
in buona fede, dei documenti apocrifi. Non volle ricorrere in appello
e scontò 14 mesi di carcere a Parma. Già negli anni
precedenti, quando era stato internato in un campo di concentramento
tedesco dopo l’8 settembre 1943, aveva rifiutato la possibilità
di essere rimpatriato, che gli veniva offerta e aveva condiviso la
sorte di altri detenuti. Pagò quindi di persona le sue scelte
di vita. Ciò che è meno conosciuto della vita di Guareschi
è il suo rapporto con Cervia. A Cervia Guareschi trascorse
i periodi estivi, che vanno dal 1962 al 1968 . |
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La scelta di un primo
soggiorno all’Hotel Le Palme di Milano Marittima fu dettata
da motivi di salute. Il soggiorno fu piacevole tanto da indurre Guareschi
ad acquistare una casa a Cervia, in via Bellucci, vicina alla villa dello
scrittore e giornalista Max David. In quella casa Guareschi trascorse
diversi periodi di soggiorno, in particolare da maggio ad ottobre. In
quella villa soggiornavano anche la moglie Ennia, i figli Alberto e Carlotta.
Erano anni nei quali alle delusioni e alle amarezze precedenti subentrò
la soddisfazione della diffusione delle sue opere, la notorietà
dei suoi personaggi immortalati dal regista Duvivier. Guareschi non amava
fare vita di spiaggia, non amava i salotti. Preferiva il rapporto con
la gente semplice: i pescatori con cui conversava nelle soste delle sue
gite in bicicletta, la ristretta cerchia di amici. Lavorava molto nella
tarda serata e durante la notte.
Il 22 luglio 1968, nel mattino in cui fu stroncato da un infarto, s’era
alzato vero le 7,30. Aveva scambiato un saluto con la Wanda, la signora
che abitava nella casa accanto alla sua. Era rientrato nel suo studio,
ma di lì a poco subì l’ultimo, definitivo attacco
cardiaco. Vennero allora a Cervia molti personaggi conosciuti, ma non
i rappresentanti della cultura ufficiale.
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Scrisse
Enzo Biagi in un articolo pubblicato il giorno successivo alla sua
morte: “Non ha mai avuto la recensione di un critico, un riconoscimento
ufficiale, ma il suo nome non può essere cancellato dalla
cronaca del dopoguerra, da quegli errori e da quelle illusioni.
”Nel corso degli ultimi anni varie sono state
le iniziative realizzate a Cervia per ricordare Giovannino Guareschi:
mostre, presentazioni di libri e iniziative rievocative. Tra le
mostre citiamo: “Tutto il mondo di Guareschi”, promossa
nell’estate del 1989 in collaborazione con il “Club
dei ventitré” di Roncole Verdi e la mostra di satira
contemporanea “Comunista sarà lei”, realizzata
nell’estate 2004, con la collaborazione dei figli di Guareschi,
Alberto e Carlotta. Non è un caso che la manifestazione La
spiaggia ama il libro del 2004 sia iniziata con la presentazione
a cura di Giovanni Lugaresi del libro “Mondo Candido 1953-58”,
una raccolta di scritti di Guareschi.
A Giovannino Guareschi è dedicato un parco ubicato a Cervia
tra Via Martiri Fantini e Via Palazzone, inaugurato nel 1992. |
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