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L’”A.S. Cervia 1920”
ha ottenuto la promozione alla serie D. Era dal 1971-72 che la squadra
cervese non partecipava più a tale campionato di calcio. Il risultato
è stato conseguito dopo una straordinaria esperienza legata al
reality televisivo “ Campioni – Il sogno “, realizzata
da Mediaset. Si è dato vita ad un grande fenomeno mediatico, di
costume oltre che sportivo. Se
questa è la realtà attuale, quali sono state le origini
del calcio a Cervia?
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La prima esperienza calcistica nasceva nel 1927 in un campo nell’area
del vecchio lavatoio, sito tra gli attuali Viale Oriani e Via Montegrappa.
Era un’esperienza pionieristica. Gli allenamenti, si fa per
dire, venivano svolti con tenute da gioco e metodi approssimativi.
Il pallone era di stracci nei giorni feriali; solo
alla domenica era di cuoio. Le divise di questi pionieri del calcio
lasciavano molto a desiderare. Quello che distingueva l’appartenenza
alla squadra erano le maglie di colore “quasi uguale”.
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Le scarpe erano spesso
quelle di tutti i giorni e al ritorno a casa i baldi giovani, che si esercitavano
nella nuova disciplina sportiva, dovevano affrontare le ire dei genitori,
non certo entusiasti di dover ricorrere con troppa frequenza ai calzolai
locali. Il 1927 era anche l’anno in cui Cervia veniva riconosciuta
Stazione di Cura, soggiorno e turismo e la città cominciava ad
espandersi al di fuori dell’antico borgo di salinari e pescatori.
Negli anni Trenta la squadra si diede un assetto organizzativo.
Le tenute da gioco furono quelle canoniche. Il campo sportivo venne ricavato
in un’area che coincide con l’attuale Parco giochi del Lungomare
D’annunzio. Gli spogliatoi erano sistemati nei Magazzini del Ristorante
Lido. Come ricordò l’Avv. Boesio Casanova in occasione del
50° anniversario della fondazione del Cervia “erano i tempi
dei portieri Mario Vicari, Nerio Marzelli, dei terzini Vicari e Juvarez
Penso e Olindo Dallamora, del centromediano Alfredo Collina, di Pietro
Grassi, Alberto Cortesi, Fernando Zoffoli, Fontana, Sergio Fusconi, Giovanni
Cecchi ed Erminio Bigotti”. Il nuovo assetto organizzativo era il
frutto dell’accordo tra salinari e barbieri di Cervia, a cui si
unirono ben presto uomini di altri ceti sociali. A questo nucleo originario
della squadra si aggiunsero poi Quarto Vicari, Boesio Casanova, Tolmino
Medri e Germano Todoli. Il pubblico prese a seguire con entusiasmo la
squadra. Lo spirito di campanile era forte. Non mancavano i soliti facinorosi,
che facevano concludere le partite a botte da orbi con i malcapitati forestieri,
che assistevano agli epici scontri sul campo.
| Nel 1939
vi fu l’inaugurazione del nuovo campo sportivo (l’attuale
Stadio dei Pini Germano Todoli), richiesto da “Basagnon”
( al secolo Augusto Piraccini) in occasione della visita a Cervia
di Benito Mussolini nel 1938. Nel nuovo campo la squadra giocò
per 2 anni e vi fu poi l’interruzione per gli eventi bellici.
Nell’ottobre del 1945 la squadra venne ricostruita e tra i dirigenti
, che furono protagonisti di questa rinascita vi furono Boesio Casanova,
Mario Baldisserri, Domenico Fusaroli, Dino Penso e Bruno Masini. |
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Inizia un
percorso che porterà la squadra nel giro di pochi anni
dal campionato di 1^ Divisione alla Promozione” (dopo la vittoria
nella stagione 1956-57 del campionato di I^ Divisione – Girone A)
e a raggiungere nella stagione 1957-58, dopo la vittoria del Campionato
nazionale dilettanti – Girone A, l’agognata promozione in
serie D, disputata per la prima volta nel 1958-1959. In serie D la squadra
è rimasta fino alla stagione 1971-72. Sono stati anni caratterizzati
da una grande passione sportiva e da un grande coinvolgimento di tifosi
e di pubblico
Chi volesse ripercorrere in dettaglio le tappe della storia della squadra
gialloblu e le vicende che hanno coinvolto tanti protagonisti del calcio
cervese ( giocatori, allenatori, dirigenti), può leggere il libro
di Silvano Stella e Mario Silvano Stella intitolato: Gli anni ruggenti
del Cervia, edito nel 2004 a cura dell’Associazione Germano Todoli
per la difesa dello sport e della natura”. |